Art & Style

Guida ai luoghi del Primavera Sound 2018

Per numerose ragioni il Primavera Sound ha una natura differente rispetto ai grandi festival europei, non si tratta solo dei grandi nomi, delle ricerche sulla line up ma di quel rapporto simbiotico che instaura con la sua città, il suo integrarsi ed esserne parte attiva durante i giorni della manifestazione. Vivere l’esperienza di Barcellona, con le sue calles e la sua storia, il suo lato gitano e l’arte che si respira, significa comprendere probabilmente le radici da cui il Primavera nasce e cresce ininterrottamente da anni. Non solo paella e sole, Gaudì, il caffè di Hemingway o i colpi di skate al Macba, la magia della capitale della Catalanuya è nella sua quotidianità, nelle zone in cui il turismo viene vissuto con naturalezza e curiosità. Con questa guida cerchiamo di portarvi all’interno del festival lasciando spazio alla scoperta del gusto della città.  

Primavera als Barris

Where:  Gràcia, Poblenou,  Poble-sec,  Congrés-Indians, Sant Adrià de Besòs

When: 3 – 24 Maggio| Who:  Medalla, Malachi Estéreo, Cor Blanc, One Path, Mc Buseta, Nu Drama, Maní Picao, Muñeco, PIVOT, Goiko

Il Primavera si apre ai suoi quartieri partendo da quelli più conosciuti ma che continuano a conservare un po’ di tradizione. A Gràcia accade qualcosa di simile, raccogliendosi attorno al Parc Güell e alle sue strettissima calles in salita. Non è difficile trovare, lungo le scale, alcuni posti interessanti, ma è un po’ come Montmartre a Parigi, è nelle parti più basse che si trova qualcosa di più. C’è Plaça del Sol, il tramonto e alcuni bar (El Ciclista) in cui fermarsi e buttare giù qualcosa di fresco.

Must see: Casa Vincens| Must eat: Trinxat de la Cerdanya di Sol Soler (€) | Must drink:  Vermouth, ghiaccio, oliva al Roure

Pobleneu deve il suo nome di Manchester catalana alle fabbriche dei fiorenti anni ’60 che col tempo sono diventati veri e propri moloch decadenti e adesso circondati da futuristici palazzi , boutiques e loft. Una sua componente fondamentale, oltre alla spiaggia, sono i locali (Razzmatazz) e la vita notturna, più per bene e incamiciata rispetto alla Barceloneta ma comunque su quella linea. Il pomeriggio è serena e si avverte di più la nuova generazione che si muove per il quartiere, le mura abbandonate diventano spazi espositivi e tele di street art, che conservano la parte popolare delle sue origini.

Must see: La testa nera su La Escocesa| Must eat: Paleta Lacòn asado da Espaitast (€) | Must drink:  Horchata de El Tio Che

Sotto Montjiuc troviamo El Poble-sec, il quartiere dei fiori, dell’Apolo, e delle pale del cabaret El Mulino, che ogni sera si accende e si riversa alle porte dei bar. Nonostante negli ultimi anni abbia perso una sua componente un po’ bohemienne, continua a essere uno dei centri più fervidi di arte e circolazione culturale, fra il moderno del Caixa Forum e i muri a vista tipici del clandestino Bar Rufiàn. L’anima gitana sopravvive all’attacco della gentrificazione ma va sudata, cercata nei posti più impensabili e tagliati dalle tavole da skate, per perdersi non serve poi così tanto.

Must see: Concertino alla Gran Bodega Saltó | Must eat: Navajas de Casa José (€€) | Must drink:  Tinto alla Bodega del Onze

Poco lontani dal centro troviamo Congrés el IndiansSant Andrià de Besos, due piccole isole fuori il caos e la velocità della metropoli. Sono la faccia più quotidiana di Barcellona, quartieri famigliari e calmi in cui poter pensare di isolarsi dal vorticoso traffico per concedersi una pausa ai mercatini di quartiere, oppure per scoprire alcuni dei primi lavori di Gaudì all’interno della chiesa neogotica di Sant Pacià. Il movimento di Sant Andrià è quello di una piccola cittadina, fatto di piccoli empori e la riservatezza dei nuclei caratteristici, prima che il Primavera Bits arrivi a stravolgere la loro tranquillità.

Must see: Mosaici di Sant Pacià | Must eat: Anchoas dell’Andurina (€) | Must drink:  Clarita al Bar Leo

Los Aperitivos del Primavera Sound

Where: La Terraza del Pulitzer | La Monroe

When: 19 e 25 maggio| Who:  Ferrán Palau, Ylia, David Carabén (Mishima), Sonido Tupinamba

La terrazza del Pulitzer Hotel e La Monroe si trovano all’interno della Ciutat Veilla e una parte del Raval ai due estremi della Rambla, fra Licéu e Universitat, i luoghi più conosciuti di Barcellona. È, tuttavia, possibile trovare il proprio spazio, scostare la massa di turisti impazzita sulle vie, i pericoli dei vicoli e le avances della notte rifugiandosi nei posti a cui ci si affeziona piuttosto in fretta. Mangiare a Santa Caterina, bersi una caña in Plaça Orwell o l’ultimo al bancone del Sincopa. Le attrazioni, la vita, la folla. La casa di Bolaño e il mercato numismatico di Plaza Real. La Rambla è più una religione su cui non serve spendere troppe parole, ognuno le sue.

Must see: Centre d’Art Santa Monica| Must eat:  Gyros del The Quick (€)| Must drink: Margarita al Sincopa

Unchained x Primavera Sound

Where: Auditori del Fòrum
When: 30 maggio – 3 giugno | Who: Too much here

L’Auditori del Fòrum è pronto per la nuova edizione del suo festival principe con la solita vagonata di nomi pronti a sommergervi. Mettete nello zaino il costume, la crema solare e la giacca e tutto ciò che pensate vi serva per rimanere in piedi il più possibile, fate il pieno di spiaggia nel pomeriggio quando l’immenso parco sembra ancora vuoto. Il 30 maggio, alla giornata inauguarale, sarà possibile entrare gratuitamente e assistere agli show di Belle and Sebastien, Starcrawler e Wolf Parade, già immersi nell’aria di mare e dal fresco. Il quartiere attorno offre molto dal punto di vista del divertimento ma, nei giorni del Primavera, si mostra particolarmente attivo. L’attrazione principale sono ovviamente le spiagge e i ristoranti di mare (anche se estremamente cari) in cui è possibile rinfrescarsi e gustare il pescato del giorno. Il fascino del porto e del Museo di Storia Naturale valgono la pausa dai mille concerti del festival.

Must see: Acquarium| Must eat: Las gambas del Rey (€€ – €€€) | Must drink: Il birrino in lattina prima dell’ingresso

Primavera al Raval

Where: Centre de Cultura Contemporània de Barcelona

When: 3 giugno | Who:  Rhye, Waxahatchee, Oblivians, Fermin Muguruza,The Suicide of Western Culture, Montero, Jay Som, Tigercats, The Crab Apples, Marina Herlop, Olympic Flame, Intana, Puput, Xavier Calvet.

Ci immergiamo definitivamente nel Raval, nell’ultima delle giornate del festival, pronti per chiudere anche questa edizione. Il CCCB è il cuore pulsante di Barcellona e attorno a cui si sviluppano le strade del vecchio Barrìo Xino in cui immergersi, preferibilmente di pomeriggio, in un’aria in cui vecchio e nuovo si confondo e si mescolano insieme. Il gotico si sposa alla modernità delle distese del Macba e i suoi skater, in cui ci si può sedere e aspettare il calare del sole o giocare a scacchi all’Antic Hospital de la Santa Creu, bevendo mille bicchieri del vino dei forti al Bar Marsella o lasciandosi prendere dai colori della Boqueria.

Must see: Sant Pau del Camp| Must eat: Morcilla al bar della Boqueria (€) | Must drink: Ajenjo del Marsella

L’Auditori de Barcelona

When: 1 – 2 giugno

Where: Auditori de Barcelona (c/ Lepant, 150) | Who: Kyle Dixon & Michael Stein x Stranger Things

Poco lontano dal Parc del Forum, fra i quartieri di Sant Martì e Poblenou si trova l’Auditori, un piccolo miracolo architettonico in cui sarà possibile viaggiare all’interno delle atmosfere psych e cyber della colonna sonora della serie cult di Netflix. Per la zona valgono le indicazioni date prima, armatevi di pazienza e camminate lungo le strade della street art, fermatevi al café che preferite o cercate lungamente l’anima di questo nuovo quartiere in evoluzione.

Tutte le fotografie sono a cura di Francesco Pattacini.

Info biglietti, timing, tempistiche sul sito.