We have never been sad kids | Inverno Fest #4

Quella finta leggenda sul post punk, sui pensieri cupi, le parole grevi. Quella storia che vede stanze buie, persone scure, giacche nere, sguardo in basso e suoni elettrici sovrapporsi senza sosta. È un racconto abbastanza comune e nemmeno così distante…

Touch Me I’m (not) Grunge: i Mudhoney e un’etichetta complicata

I Mudhoney di Mark Arm tornano di nuovo in Italia con tre date sold-out, per ribadire che si può sopravvivere al grunge, soprattutto se “grunge” non lo si è mai stati.

Nuovi nomi per la decima edizione di Robot Festival

La seconda tornata di nomi per la nuova edizione di Robot Festival è stata appena annunciata. Come vi dicevamo, il ritorno a due anni dalla nona edizione porta con sé attese mentre la linea guida è rimasta la stessa: riscrivere il…

RBTX: Torna Robot Festival a Bologna

C’è stato un tempo nel quale nella Sarajevo assediata, un gruppo di ‘traveller’ britannici riuscirono a rompere l’isolamento della città e entrarono sotto il tiro dei cecchini, per realizzare un indimenticabile dance party di Capodanno. C’è stato un tempo nel…

Andrea Pazienza, l’amore e la politica

In occasione del trentesimo anniversario della morte del grande artista, fumettista e illustratore Andrea Pazienza, la fondazione Arf Festival ha organizzato una mostra in suo onore: Andrea Pazienza – trent’anni senza. Sita in uno dei padiglioni dell’Ex Mattatoio di Roma,…

Post-Ears: i Godflesh e una questione di volume

Volume nel senso di decibel, volume nel senso di spazio: la band di Justin Broadrick e G.C. Green, live al Freakout Club di Bologna, gioca bene nello stretto e spazza via ogni dubbio sulla sua intensità sonora.

I Belle and Sebastian colorano di caos l’Estragon di Bologna

Bologna, Estragon, sera di San Valentino. Il grande capannone spoglio celebre certo non per la sua estetica è già pieno ma non pienissimo, quando sul palco sale The Pictish Trail, dietro cui si cela lo scozzese Johnny Lynch, giusto per…

Kurt Cobain, grunge e anima nella mostra di Lavine

Di alter-ego, Kurt Cobain ne aveva tanti, almeno quanti erano i nomi e i cognomi con cui si firmava, Kurdt, Curt, Curtis, Cohbain, Covain, Kobain. Ma quel suo sguardo, passaggio su un tunnel personale di dolore fisico, distruzione e genialità…