Ho scelto 15 esordi italiani, tra dischi ed Ep, usciti in questo 2025, (tra tutti quelli che ho avuto modo di ascoltare ovviamente). È stata una ricerca interessante che ha stimolato qualche riflessione su come è definitivamente cambiato l’approccio all’ascolto della musica e la sua ricerca. Ormai capita di frequente che in un qualsiasi giorno dell’anno venga pubblicata più musica che in un intero anno per esempio del decennio Ottanta. Dove si pubblica? Per la maggior parte in rete, sulle piattaforme di streaming. E dunque l’impressione è di avere a disposizione “tutta” la musica a portata di click, ma questa sensazione contiene il rischio di diventare sempre più pigri nella ricerca, oppure pensare di conoscere tutto avendo come orizzonte le sole playlist o piattaforme più gettonate. Rompere questo perimetro non è cosa semplice, come non era semplice prima della rete, andarsi a cercare fisicamente la musica nuova. L’unico criterio quindi è non smettere di essere curiosi, avere le orecchie bene aperte e prendersi delle responsabilità che a volte contraddicono gli standard delle “visualizzazioni”. Per gli esordienti poi bisogna mantenere un equilibrio ancora maggiore, apprezzare quello che si ascolta e allo stesso tempo valutarne le potenzialità ancora inespresse proprio perché all’inizio. Ed è a questo punto che la soddisfazione della scoperta è ancora maggiore. Detto questo, e prima di avviarci a scorrere questi nomi, va anche aggiunto che in queste righe non troverete una classifica, ma un sano invito all’ascolto e in qualche caso alla scoperta, di progetti molto diversi tra loro. Si va da quelli più sperimentali, a roba rock o cantautorale, fino all’indiepop e all’elettronica. Proprio in coda all’anno, il mese di Dicembre, ha visto tantissime nuove uscite molto interessanti, alcune si sono fatte notare immediatamente e in poco tempo sono anche finite in alcune liste di fine anno, altre sono ancora un po’ nascoste.

Il potente esordio dei cremonesi Satantango è senza dubbio una delle sorprese più belle, un racconto della provincia che si fa universale, tra sonorità shoegaze, post rock e folk con testi taglienti come il freddo e la nebbia che avvolge le distese padane. E’ un disco che sembra anche un film per i rimandi cinematografici e le fotografie che lo accompagnano. D’altra parte la scelta del nome Satantango è figlia di un libro e di un film. L’impressione è che siamo di fronte solo al primo capitolo di un bel viaggio.
Gioielli Neri è un disco che non ti aspetti, soprattutto come esordio. Sara Gioielli ha costruito le sue canzoni intorno alla sua straordinaria vocalità e a un dolore da cacciare fuori, per poterlo pian piano superare. La voce è il cuore, insieme al piano che spesso la accompagna. Ci sono cori e sovraincisioni che si uniscono canzone dopo canzone, per comporre un lavoro intenso, cupo in alcuni tratti, onirico e vissuto in ogni sua nota. Il suo talento non deve distrarci però dal lavoro profuso nella realizzazione di questo lavoro, in cui si passa da composizioni classiche a sfumature di raffinato pop internazionale e venature jazz.
Unfolding è l’Ep con cui si fa conoscere Kokoonn, il progetto della cantautrice Giulia Tedesco. Sei tracce di meraviglioso folk e alternative pop cantato in inglese e suonato ottimamente da tutti i musicisti che la accompagnano. Il nome d’arte Kokoonn rimanda al bozzolo della farfalla, dunque a un mondo interiore ancora nascosto al resto del mondo, che fiorisce quell’attimo prima di farsi conoscere. Bravura, delicatezza e talento in queste sei tracce che lasciano intuire la cifra artistica che l’autrice ha solo iniziato a mostrarci.
Emilio Robot è il nome del progetto di Jacopo Grande. Il mondo sonoro è quello del post rock e dell’elettronica con momenti ambient. Un lavoro strumentale figlio di ascolti del miglior post rock degli anni Zero da Mogway a This Will Destroy You, capace di creare atmosfere avvolgenti e repentini cambi di ritmo. Il disco, L’era individuale, l’album, è in viaggio dallo scorso Settembre, componendosi con l’uscita di una traccia al mese.
“Tutto brucia e annuncia” è il titolo di un bellissimo libro scritto da Matteo Ferretti e illustrato da Marino Neri che prende forma tra l’Emilia e la Svizzera. E’ un libro dai testi evocativi, potenti, che mescolano i fatti sociali e politici di questo inizio secolo, dal dramma dei migranti, alla precarietà lavorativa, dalle proteste in strada, agli attacchi terroristici, fino al disagio giovanile. A questi aspetti si unisce il vissuto personale tra sentimenti e vita quotidiana. Il poeta racconta questa contemporaneità incandescente, tra rabbia e speranza e poi succede che queste pagine incontrano un disegnatore, e si uniscono anche dei musicisti, e nasce così un disco, Tuttobruciaeannuncia, da cui prende il nome anche il progetto, dando vita pure a uno spettacolo multimediale in cui una sorta di reading musicato è accompagnato dai disegni sullo schermo in tempo reale. Andatevi a cercare questo progetto, è fuori dai soliti radar, ma è davvero un gioiello nascosto.

Gaia Banfi, esordisce con La Maccaia (aveva già pubblicato un disco ma non in solitaria), un disco cantautorale, sperimentale e con un’anima elettronica che ogni tanto emerge più forte. La Maccaia è un fenomeno meteorologico che scaturisce dall’incontro tra aria calda e fredda, in cui spesso prevale il vento caldo di scirocco, specie in posti di mare, e che crea un’atmosfera sospesa e rarefatta che descrive e tratteggia alla perfezione il clima sonoro di queste sette tracce che si inseriscono in quel filone che ultimamente è esplorato da altri artisti come Massimo Silverio o Daniela Pes. Da questo album emergono molto chiaramente solide basi vocali e compositive. Gaia Banfi è davvero brava.
Chi farebbe al suo esordio una suite di venti minuti, fuori da ogni logica del marketing musicale imperante? La risposta è: i Neoprimitivi nel loro disco Orgia Mistero. La libertà che traspare da questo lavoro non è casuale, perché loro usano la musica come veicolo di esplorazione. Siamo tra sperimentazione e contaminazione istintiva di generi differenti. Orgia Mistero sembra quasi una jam primordiale. E proprio in quanto jam, è unica e irripetibile in quella forma, e per questo che le versioni dei brani incise su disco diventano una delle tante versioni possibili. Per fare bene tutto questo e raggiungere un risultato occorre essere bravi musicisti, occorre coraggio e una certa dose di sfrontatezza, per andare a misurarsi dalle parti del krautrock così come della psichedelia londinese un po’ Sixty.
Le canzoni di Lumiero sembrano scritte nei primi anni Sessanta, per tematiche e atmosfere sonore. Qui non si tratta di un tributo a quella stagione di musicisti come Nico Fidenco, Bruno Martino o Gino Paoli, ma di sentire proprio quel mondo sonoro proprio tanto da farlo rivivere senza nessuna forzatura. Grazie a un timbro vocale particolarmente adatto a rievocare gli anni del boom economico, Lumiero racconta le sue storie come se fosse la fine di un’estate lontana tra amori in bianco e nero che svaniscono all’arrivo della prima brezza d’autunno. Ascoltando queste otto tracce ci troviamo di fronte una voce limpida e solida, degli arrangiamenti perfettamente calzanti e musiche eseguite con grande competenza che si muovono tra canzone beat e rock, nelle cui sfumature si intravedono Buscaglione e Tenco. Insomma Il Primo Grande Disco di Lumiero, così si chiama il suo debutto, è una bella sorpresa, che dalla Barona, la periferia di Milano conosciuta per rap e trap, è pronta a girare l’Italia, non più quella del dopoguerra, ma un paese più complesso, che sta dimenticando in fretta quegli anni e forse Lumiero ci aiuterà a ricordarli.
A pensarci bene le linee, reali o immaginarie, sono dappertutto nelle nostre vite. Alcune, le vediamo più chiaramente, perché segnano un limite, un confine, un pericolo o una sfida, e allora dobbiamo farci i conti. Lineagialla, questo primo disco del duo toscano Unadasola (con la produzione artistica di Emma Nolde), ci mette di fronte a tutto questo e riesce farlo in otto tracce con leggerezza e profondità, grazie a testi diretti e ben scritti e ad arrangiamenti di un raffinato pop-rock, che alterna e talvolta mischia sonorità acustiche, elettriche ed elettroniche, in un equilibrio doppio tra la parte musicale e il dialogo costante e convincente delle due voci di Arianna Lorenzi e Francesco Marchetti.
Un altro felicissimo incontro tra musica e poesia arriva da Lenore, un progetto che si compone degli scritti poetici di Valeria Rocco tratti dal libro Per non aver commesso il fatto che darà il nome anche al disco, che vede impegnati insieme a lei anche i due musicisti Alessandro Pascolo e Giovanni Fusco (già con i Gomma). I testi precisi e potenti di Valeria Rocco vanno a scardinare i nodi del potere patriarcale anche per quanto riguarda le “vie legali”, tratteggiando e poi facendo a pezzi anche il mondo della presunta giustizia su questo tema. Le sonorità aiutano questa narrazione con la forza dell’elettronica e delle chitarre post-rock.
Ancora sospeso in un limbo resta il misterioso ep Amanda, esordio del progetto Prima Stanza a Destra. Misterioso perché non si è conoscenza di chi si nasconde dietro macchine e strumenti, sospeso perché le sonorità convincenti (falsetto incluso) che un po’ ricordano il dream pop francese, restano in attesa di virare più decisamente verso il mainstream o scegliere di abbracciare una nicchia (seppur grossa) dell’underground indiepop.
Evolution è l’ep di esordio della band tutta al femminile Luci al Neon. Sonorità indipop per canzoni ben prodotte e arrangiate, già pronte per essere delle potenziali hit radiofoniche, Lacrime Viola e Lampo di Follia ne sono un esempio immediato. Kris alla voce e alla scrittura dei brani (insieme a Leo Pari, anche produttore artistico), Alena Mengo al basso e Francesca Avolio alla batteria, formano una band capace di esprimere un pop contemporaneo attingendo anche da quello migliore degli anni Ottanta. Il pop è un mondo complicato per emergere e restarci, tuttavia loro hanno tutte le carte in regola per prendersi uno spazio e restarci.

Tra i colpi di coda dell’anno, a Dicembre è arrivato anche Something is Changing at Home, il primo lavoro di Gaia Rollo (componente anche de La Municipal). Un disco intimo che racconta di mondi interiori, di rinascita e che si poggia su sonorità internazionali delicate e avvincenti, oltre che sulla sua bellissima voce. Sono sette tracce (prodotte da Matilde Davoli) che non hanno paura di sperimentare e mischiare suoni acustici ed elettronici, momenti di quiete ad accelerazioni e riverberi. Inutile aggiungere che le premesse per sentire ancora parlare di Gaia Rollo ci sono tutte.
Quando mi sono imbattuto per la prima volta in un brano di Milano Paranoia, qualche mese fa, ho avuto immediatamente chiara la sensazione che non fosse “semplicemente” un genere musicale che stavo ascoltando, e cioè la musica elettronica, ma un’urgenza di trovare un linguaggio per esprimere stati d’animo e conoscenze musicali profonde, così, incuriosito ho continuato a seguire il progetto che dopo alcuni singoli, si è concretizzato nel disco di recente uscita Il Mondo è un Cerchio Nero. Il lavoro di Mirko Carera è accurato, onirico, immaginifico, fatto bene, proposto anche con grafica e visual giusti. Nelle dodici tracce un viaggio oscuro, inquietante come la parte nascosta delle città, tra jungle, downtempo e trip-hop, senza tralasciare melodia e groove.
Resta un mistero come un disco del livello e della qualità di Flawed della band a A Bad Day sia passato un po’ troppo inosservato anche dalle più attente classifiche di riepilogo dell’anno. E’ un disco di suoni di chitarre, di ricerca, di atmosfere, tra la sperimentazione il folk, e il rock. Adare corpo a questo progetto sono due artisti di grande bravura e qualità come Sara Ardizzoni ed Egle Sommacal, uno che nei progetti più interessanti dagli anni Novanta in poi c’è sempre stato, a partire dai Massimo Volume. Eppure questo è un esordio e chi non l’ha ancora fatto, corra ad ascoltarlo, ci troverà cose preziose in tutte le undici tracce, tra cui un brano come Underminer Of Conventional Truth.
Eccoli in ordine sparso. Non è una classifica!
Satantango – Satantango
Sara Gioielli – Gioielli Neri
Kokoonn – Unfolding
Emilio Robot – L’era Individuale
Tuttobruciaeannuncia – Tuttobruciaeannuncia
Gaia Banfi – La Maccaia
Neoprimitivi – Orgia Mistero
Lumiero – Il più Grande Disco di Lumiero
Unadasola – Lineagialla
Lenore – Per non Aver Commesso il Fatto
Prima Stanza a Destra – Amanda
Luci al Neon – Evolution
Gaia Rollo – Something is Changing at Home
Milano Paranoia – Il Mondo è un Cerchio Nero
A Bad Day – Flawed