Capita di ritornare da un live dei A place to bury strangers un po’ storditi, comunque sia felici. Loro sono degli scalmanati, si sbattono sul palco, vengono a suonare in mezzo al pubblico, fanno volare la chitarra: tutto è psichedelico, noise, animato. Ieri sera siamo stati al concerto della band statunitense al Monk di Roma, e abbiamo anche nelle orecchie il lungo buzz del loro suono.
La galleria fotografica di Alise Blandini racconta il live per immagini

























