A sette anni dal suo ultimo lavoro Afrodite, è appena uscito il nuovo album di Dimartino, L’improbabile piena dell’Oreto – da cui prende il nome anche il tour. Il concept su cui ruota il nuovo disco è l’Oreto, un fiume che percorre Palermo e che una volta era vivo ma ormai è soggetto alla crescente siccità siciliana. La sua piena è quindi purtroppo improbabile. Il cantautore palermitano ci porta nell’atmosfera surreale di un possibile e inaspettato straripamento, e un percorso difficile prima di raggiungere il mare. Nei brani di Dimartino torna spesso la riflessione sullo scorrere del tempo e sugli obiettivi che inseguiamo, senza mai cadere nella retorica e nella banalità.
La produzione del disco è di Roberto Cammarata che ha curato ogni suono con estrema cura e delicatezza. Siamo andati alla prima data del tour di Dimartina, un concerto organizzato da Unplugged in Monti nella Chiesa Valdese al centro di Roma. C’è un’atmosfera molto intima, a tratti onirica, il pubblico partecipa in modo impeccabile con cori delicati. Antonio Dimartino si esibisce da solo in acustico alternando nuovi brani dell’album come “Fluire degli argini”, “L’oro del fiume”, “Gusci vuoti” e “Storia della mia rabbia” – con cui ha chiuso il concerto. Tra i vecchi successi ci sono “Ci diamo un bacio” , “Amore sociale” e ” Calendari”. Nel fare i bis Dimartino chiede al pubblico di esprimere le sue preferenze e “Come una guerra la primavera” e “Cercasi anima” sono le prescelte.
Antonio è sempre un’autore inconfondibile, i suoi testi sono sempre soffici e toccanti.
Io l’ho fotografato e ascoltato in varie città di Italia ma ieri è stato un live molto intenso, un’esperienza che consiglio di vivere.
Tutte le foto sono di Alise Blandini














