Dopo alcuni anni in giro per showcase e festival vari, solo qualche settimana prima della sua presentazione, ho occasione di prendere contatto con gli organizzatori del MUM – Jornadas Profesionales de la Música en Extremadura. In questo genere di eventi ci sono i concerti, certo, ma ci sono anche incontri, pitch, momenti di confronto tra professionisti, spazi per parlare di lavoro, distribuzione e futuro. È questa doppia anima a rendere il MUM interessante: il festival come vetrina e laboratorio, come luogo di esposizione ma anche di ascolto reciproco.
Per qualche giorno, tra il Centro Cultural Alcazaba, la Sala Trajano e gli altri spazi coinvolti, si forma una piccola geografia condivisa fatta di incontri, sguardi, voci. Mèrida è un centro importante qui in Estremadura, non lontano da Siviglia e molto fiera della propria origine romana – tanto creare l’evento celebrativo Emerita Ludica, conosciuto in tutto il paese e dove la gente del posto si veste proprio come in epoca romana. Il turismo musicale sta crescendo, ma la cosa più affascinante resta sempre scoprire artisti sconosciuti. Come Musgö, il nome d’arte di Mar Gabarre, una cantante, compositrice e arpista spagnola originaria di Cadice. Il suo stile musicale si distingue per un’originale fusione tra la musica pop, la musica elettronica e l’uso dell’arpa. Ma anche Chloè Bird da Cacerès (assieme a Merida e Badajoz il centro più importante della regione), e la coreografa e produttrice ADMIRE da Barcellona.
La gente da queste parti mette insieme l’interesse per la cultura e la musica con la voglia di andare a ritmi lenti; possiamo dire che alla stessa longitudine dalle nostre parti forse il ritmo è più veloce, con tutti i pro e i contro. La cittadina ha un suo perché anche per spagnoli di altre regioni, come i tifosi baschi della Real Sociedad che riempiono le strade del centro in vista di una partita importante il giorno dopo a Siviglia. La possibilità di parlare spagnolo è sempre ben accetta dai locals, e le storie dei delegati incontrati al festival, spiegano meglio l’anima del posto.


