Quando muore un poeta gli uccelli hanno una traiettoria in meno diceva Alda Merini. Anna Toscano è andata via, troppo presto, ma la sua voce resta tra noi. Lei che ha saputo sempre (ri)dare voce a scrittrici a cui era stata tolta. Anna Toscano che aveva banchettato con La certa, facendone Poesia. Immaginando un viaggio di cui non sappiamo molto, immaginando una traiettoria nuova come solo i poeti sanno fare. Quella traiettoria che, ora che restiamo soli, abbiamo difficoltà a trovare se non cercandola tra i suoi scritti.
Prendersi cura delle parole significa prendersi cura delle persone. Come ridare vita a scrittrici ora osannate da tutti, vedi alla voce Goliarda Sapienza, o curare raccolte poetiche capaci di scatenare micce incendiarie. Ho un manuale di poesia a casa che ho comprato il giorno dopo aver conosciuto Anna Toscano. Era stata con suo marito Gianni a parlare di poesia nella libreria dei miei amici Flavia e Domenico. Avevo pensato che, per quanto difficile da raccontare, la libertà nella Poesia viene dopo il rigore e il rigore, lo studio, sono sinonimi di amore per una disciplina, per la scrittura. Parole leggere, ami lanciati in un mare invisibile capaci di richiamare affetti, ricordi e persone amate. Non si và a pesca nel gorgo dei sentimenti e dei fantasmi umani senza essere esperti marinai. Penso a Cartografie, una delle sue raccolte pubblicata da Samuele editore, usare le parole per costruire spazi di amore, spazi dove elaborare il dolore, dove invitare a pranzo la morte e dove poter ricordare.
Rimettere in ordine quel grande vortice che abbiamo nello stomaco, come oggi. Riuscire a farlo con le parole, anche quando sembrano venire meno, o come nella sua poesia Lessico corporale:
Le parole diventano pelle
non si può parlare
ma sfiorare, toccare.La pelle diventa parole
se ne può parlare
scrivere, raccontare
Continueremo a cercare Anna Toscano tra gli scaffali di una libreria, nell’eternità di parole libere, come voleva lei.
