Nella marea di festival musicali e non a volte si rivelano delle piccole sorprese. Conoscevo la Macedonia del Nord per la sua bandiera sgargiante e qualche paragrafo di storia pre-romana, ma Skopje già nella prima visita di due anni fa, aveva avuto qualcosa da dire. Il PIN Conference quest’anno viene organizzato negli ultimi 3 giorni di Novembre, e sono tornato a Skopje.
Il 28 Novembre gli scioperi nazionali ritardano il primo volo diretto da Bari alla capitale macedone, fino a farmi arrivare a serata inoltrata in hotel e spostando tutte le attività di networking e concerti all’ultimo giorno, Sabato 29. La mattina vola veloce tra diversi panel, come quello dei ragazzi che rappresentano Believe in Serbia, ma anche la delegazione croata oppure la Berlin Music Reception. La scaletta sui gruppi mi era balzata in mente quando per caso in aeroporto al mio arrivo ho incontrato i pugliesi Yarákä, invitati a suonare in questa edizione. Dopo 4 anni di studi in produzione e ingegneria musicale al Berklee di Boston e un anno di lavoro a Los Angeles per KIDinaKORNER, Dragi Ivanov torna in Macedonia, a casa. Apre al Frosina Hall (il teatro della serata) proprio agli Yarákä, prima bella sorpresa della serata.
L’attenzione della mia scaletta personale è spostata di molto sui gruppi locali, anche se fa quasi tenerezza vedere i nemmeno 18enni punk-rockers Korka (messi però in seconda serata e con almeno 50 fedelissimi sotto il palco), o i più levigati Kaliko; in mezzo una raffinata messa in scena indie-pop con alcune canzoni quasi memorabili del cipriota Freedom Candlemaker.
Tutti i concerti e djset sono organizzati nel centro giovanile culturale, ingresso libero e facce tardo-adolescenziali che a volte si fermano a parlare di come la cultura e la musica fanno fatica a non venire soffocate in questo piccolo posto della ex-Jugoslavia, che pare dimenticato pure dagli altri stati che gli sono attorno. Ci sta anche la delusione degli Omar Dahl presentati molto bene dalla loro etichetta, ma che in un paio di canzoni hanno già finito le idee. La chiusura viene affidata quindi ai Koikoi, band serba di un certo rilievo, attiva già da anni e presente nei festival rock più importanti dei Balcani.