Oltre 1000 concerti in spazi sempre diversi ma con una sola costante: il jazz come linguaggio in continua evoluzione, specchio fedele del proprio tempo. Giunto alla 50° edizione, si svolgerà dall’1 al 24 novembre il Roma Jazz Festival 2026 con ben 18 concerti fra l’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, la Casa del Jazz e l’Alcazar.
“Era il 1976, sul Gianicolo, alla Quercia del Tasso. Il Roma Jazz Festival mosse i suoi primi passi quasi in sordina, e nessuno poteva immaginare cosa stesse cominciando. Oggi, alla sua cinquantesima edizione, è uno degli appuntamenti più longevi del panorama europeo” afferma senza nascondere un certo orgoglio il direttore artistico Mario Ciampà. “La storia del festival è, in parte, la storia del jazz stesso” continua Ciampà. “I nomi che hanno attraversato questi cinquant’anni formano una mappa sonora del Novecento: Dizzy Gillespie, Sarah Vaughan, Miles Davis, Sonny Rollins, Wayne Shorter, McCoy Tyner, Pat Metheny, Ray Charles, Herbie Hancock, Chick Corea, fino a Esperanza Spalding e Kamasi Washington, per citarne soltanto alcuni.”

Un traguardo importantissimo dunque che, magicamente, coincide con il centenario della nascita di Miles Davis cui l’edizione è dedicata, a partire dal titolo: Rileggere Miles, ripensare il jazz. A questo nucleo di grandi artisti che celebrano il “Principe delle Tenebre”, il Roma Jazz Festival 2026 presenta in programma ulteriori nomi altisonanti del panorama jazz internazionale come Kurt Elling insieme agli Yellowjackets, Steve Coleman con la formazione Five Elements e l’originale duo latin jazz composto dal virtuoso mandolinista Hamilton de Holanda e il pluripremiato Gonzalo Rubalcaba; ma anche esponenti della nuova scena come il quintetto polacco Omasta.
Decisamente folta la presenza di artisti italiani: da Rosa Brunello a Enzo Favata, da Chiara Civello in compagnia di Clap! Clap! all’Eiden Inverted Collective guidato da Zoe Pia, passando da due formazioni in trio – quello di Eleonora Strino e quello di Domenico Rizzuto ed altri.
La 50° si chiude il 24 novembre, con il progetto 100 Miles for Miles Davis, un grande tributo al “divino” da parte di uno dei pionieri dell’industria musicale, il tastierista, produttore e compositore Jason Miles, per decenni al fianco di artisti come Aretha Franklin, Whitney Houston, Michael Jackson, Chaka Khan e Diana Ross ma soprattutto vero architetto del suono di celebri album di Davis come Tutu, Amandla e Siesta.