The Soul Sailor – The effects of getting wilder and wilder

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Chi l’ha detto che lo psychedelic è morto? E chi ha detto che non lo si possa unire al soul? Da queste domande parte una nuova puntata di I Want To Hold Your Band, la rubrica che vuole scavare nel marasma della musica emergente e senza royalities milionarie. Per farlo ci affidiamo al sound di The Soul Sailor & The Fuckers e al loro nuovo lavoro, The effects of getting wilder and wilder, prodotto dalla Urban Recording Studio.

Ci troviamo davanti ad una musica diversa dalla corrente di cui si sta tingendo il panorama italiano, lontana dall’indie cantautoriale e dalle sonorità di sperimentazione elettronica. Questo disco si caratterizza più per il recupero degli anni ’60 che per l’innovazione, più per la commistione di generi che si rincorrono continuamente che per un unico stile fisso. Ma è una scelta che si impone e che ripaga gli sforzi, perché riesce bene. Simonfrancesco Di Rupo, in arte The Soul Sailor, cantautore 28 enne di Perugia, e la sua instancabile band, ci buttano, che lo vogliamo o no, al centro della pista da ballo, non in quella dell’interiorità dilaniata. È una musica felice, che trova nel recupero dello psychedelic il modo per raggiungere la purezza del soul, che vuole recuperare Neil Young dalla sua componente blues. Il risultato è buono ma, come già dicevamo, è una musica che va sentita e risentita in compagnia, o nelle giornate di sole, per non limitarne la potenzialità. È musica senza troppi pensieri ma non per questo necessariamente leggera: “I’m so tired of money pressure, I’m so tired of this situation, all I want is the world not to let me apart”, ci dice il testo di Wop Bop A Loo Bop A Lop Bam Boom, seconda traccia del loro lavoro.

 L’album si costruisce e si completa bene, ogni traccia ci costringe a rievocare le nostre conoscenze musicali degli anni ’60, alla caccia di influenze. Il risultato prende un po’ di magia dal Magical Mistery Tour dei Beatles, nella spinta ad uscire e a trovare qualcuno con cui condividere quest’allegria forsennata, dimostrato dalla ripresa dei temi tra l’intro e l’ultima traccia. C’è anche un po’ di Dylan e di Weller in When i miss my belle, sottile e sofisticata nell’accompagnamento, che un po’ mi fa ritornare alla mente Dustin Hoffman che esce dal gate dell’aeroporto, ne Il Laureato, anche se c’era Sound of Silence, provate a sovrapporla anche voi al volume di YouTube. Non ci stupisce che nel solo 2012 abbiano fatto più di quaranta date, che abbiano aperto concerti dei Libertines e si siano trovati sullo stesso palco di Alan Mc Gee (quello che ci ha plagiato scoprendo gli Oasis). Ma questo lavoro non si può descrivere soltanto come una confluenza di generi e di influenze, perché ne limiterebbe le grandi virtù. Ognuno di noi è influenzato da qualcosa nella propria produzione artistica, ma questo non significa che tutto si limiti ad eseguire quello che si è sempre ascoltato, sennò staremmo parlando di una cover band di vecchi hippies. Il pregio, e il punto su cui concentrarsi, è proprio il fatto che questo album si ritaglia il proprio spazio personale, senza perdere la propria personalità, buttandosi in sonorità che per qualcuno erano morte e reinventadole in un modo nuovo. Quello che sta passando in cuffia non è la voce di un nostalgico ma quella di chi, conoscendo bene il passato, ne dà nuova voce.

 Tutte le nostre farneticazioni, e l’intera forza dell’album, si concentrano all’interno della settima traccia, quella che dà il titolo a tutto il lavoro. The Effects of getting wilder and wilder è un invito a scatenarsi, a riprendere fiato e poi riniziare: “I switch off the sun when melody surrounds me..”, Soul Sailor ci dice, in sostanza, che mettersi comodi è per i vecchi o per quelli che non sanno divertirsi. E la musica, quella buona, dovrebbe ricordarcelo sempre.



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Urban Rec, 2012

Tracklist:

  1. Seeing The World With Robert Redford’s Eyes (An Invocation, An Introduction)
  2. Wop Bop A Loo Bop A Lop Bam Boom
  3. Song For The Enemy
  4. In The Game Of Loving
  5. The Silence Of Ages
  6. Soul Song#1
  7. The Effects Of Getting Wilder And Wilder
  8. You Gotta Let Me Know It, Babe
  9. When I Miss My Belle
  10. Robert Redford’s Reprise

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