WAR HORSE – l’epica delle emozioni (buoniste) firmata Spielberg

Impossibile ci si trovi al cospetto di un film banale quando a dirigerlo è uno dei maestri della cinematografia moderna come Steven Spielberg; e banale sarebbe soffermarsi ad elencare le numerose pellicole da lui girate che hanno inciso profondamente sull’evoluzione della Settima Arte. Eppure c’è un marchio inconfondibile del regista di E.T. , più nella ricerca degli sviluppi narrativi delle sue storie che non nello stile, sempre differente e a suo modo innovativo. Il marchio spielberghiano sta nella speranza, che non deve mancare nei suoi lavori, e che in molti casi può risultare forzata, eccessiva, il trionfo delle emozioni buoniste anche se in contesti storici tragici. La firma consolatoria non manca certo in War Horse, l’ultima fatica che il regista porta nei cinema: un film dalla perfezione stilistica disarmante, dalla narrativa commovente e fluente. La visione di quest’opera di Spielberg dà la medesima sensazione che si prova nella lettura di un romanzo classico che non ti delude con lo scorrere delle pagine, ti avvolge con una bellezza rassicurante e ti attira immergendoti in una storia che ti incuriosisce ad ogni cambio scena; ma nonostante la crescente curiosità provocata da un’affascinante modo di raccontare, la sensazione è che si sappia benissimo quale sarà la chiusura del cerchio, e spesso questa convinzione può non far godere appieno dell’egregio disegno della circonferenza. War Horse ha un sapore epico-bucolico e incrocia le vicende di numerosi personaggi uniti dal protagonista assoluto della storia, il cavallo Joey che, dalle campagne inglesi del Devon ai campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale, partecipa ad eventi che, suo malgrado, condizioneranno le vite di molti esseri umani.

Immagini e riprese splendide sia che ci si trovi nelle campagne che nelle trincee; omaggi sparsi lungo tutto il film al cinema classico americano; cast di spessore con nomi come Peter Mullan e Emily Watson, Tom Hiddleston e la sorpresa Jeremy Irvine. La storia è basata su un romanzo pubblicato dallo scrittore inglese Michael Morpurgo ed era già stata rapprsentata in teatro con grande successo nel 2007. La durata di oltre due ore non appesantisce la visione anche se potrebbe scoraggiare molti degli spettatori moderni affezionati al mordi e fuggi.

 

Exit mobile version