Un breve resoconto da Venezia 82 a cura di Ilaria Carpentieri: visioni e pillole di alcuni dei film che ha potuto vedere durante il primo fine settimana della Mostra del Cinema a Venezia.
“Estrany riu” di Jaume Claret Muxart segue le vicende del giovane Didac (Jan Monter) in vacanza con la famiglia: Didac si sposta ogni giorno seguendo il corso del Danubio per trovare luoghi adatti dove campeggiare la notte. Durante il viaggio Didac vede un ragazzo della sua età, Alexander (Francesco Wenz), che compare e scompare misteriosamente nelle acque del fiume. Tra la scoperta della propria identità e la curiosità di scoprire chi sia Alexander, la storia di Didac si dipana tra sogno e realtà, accettazione e crescita.
“Ghost Elephants”, ultimo documenterio di Werner Herzog, segue una spedizione composta dal Dr. Boyes e da guide namibiane esperte nella ricerca di questi leggendari “elefanti fantasma” di Lisima, vastissimo altopiano in Angola. Questi elefanti dalle dimensioni enormi sono ritenuti estinti e ne si conserva un esemplare allo Smithsonian National Museum of Natural History di Washington D.C.

“Frankenstein” di Guillermo del Toro, ultimo adattamento cinematografico del romanzo di Mary Shelley, è diviso in tre atti, che seguono rispettivamente l’infanzia e gli studi del dottor Frankenstein (Oscar Isaac), la creazione della Creatura (Jacob Elordi) e la vita della Creatura dopo essere stato abbandonato dal dottore. La sceneggiatura segue abbastanza fedelmente il romanzo, ma si prende alcune libertà che sicuramente faranno discutere.
“After the Hunt” di Luca Guadagnino segue principalmente tre personaggi: i professori di filosofia Alma Imhoff e Hank Gibson (rispettivamente Julia Roberts e Andrew Garfield) e la studentessa Maggie Resnick (Ayo Edibiri). Dopo una festa a casa di Alma, Maggie è accompagnata a casa da Hank, che abusa di lei. La denuncia che la studentessa farà prima ad Alma e poi al dipartimento scatenerà una serie di giochi di potere legati al mantenimento dello status quo che non convincono fino in fondo nell’esecuzione.

“No Other Choice” di Park Chan-wook segue la storia di un padre di famiglia (Lee Byung-hun) che, dopo aver lavorato per 25 anni all’interno della stessa cartiera, viene licenziato nel momento in cui l’azienda è assorbita da una società statunitense. Il licenziamento trascina il protagonista in una spirale discendente sempre più tragica (e a volte anche amaramente comica) nel disperato tentativo di trovare nuovamente lavoro in una cartiera. Come ripete in continuazione il protagonista, non c’è altra scelta che compiere le azioni che lo porteranno verso un lieto fine, ma a un prezzo troppo alto.
“Rose of Nevada” di Mark Jenkin segue la misteriosa ricomparsa dopo 30 anni della barca “Rose of Nevada” in un piccolo paese di pescatori. La barca si rimette in mare con due nuovi pescatori, Nick (George Mckay), Liam (Callum Turner), che, una volta tornati al porto dopo il primo viaggio, scoprono di non trovarsi più nella realtà che hanno lasciato pochi giorni prima.
Ilaria Carpentieri